L’astrazione di Flavia Colacevich in mostra al Broletto



Apre domani, sabato 24 agosto, la mostra di Flavia Colacevich al Broletto di Como e sarà possibile visitarla, gratuitamente, fino all’8 settembre dal martedì alla domenica dalle 15 alle 20. Flavia si concentra su aspetti e momenti particolari della sua ricerca pittorica quando, suggestionata dalla pittura americana, si immerge nel mondo dell’astrazione e “Nel mondo dell’astrazione” è il naturale titolo dell’esposizione.

Nata a Firenze in una famiglia di artisti, Flavia Colacevich ha quindi contatti con pittori di buona scuola. Nel sangue la pittura che dapprima sperimenta da autodidatta, poi studia ai corsi serali dell’Accademia di Brera, frequentando in particolare i corsi di nudo. Colori, forme e luci costituiscono la sostanza della pittura che anima le sue composizioni. Ma non è persona da fermarsi alla superficie delle cose. Se ne rende conto nel 1982 quando alla Biennale di Venezia scopre l’opera di Agnes Martin, artista canadese attiva negli Stati Uniti, un’opera che la interroga sul senso e il valore della pittura e della rappresentazione. Le immagini assolutamente minimali registrate in quell’occasione e quelle poi cercate negli anni a venire hanno a lungo lavorato nella mente di Colacevich che, sulla fine degli anni ’90, produce i primi dipinti astratti.

Come scrive Luigi Cavadini nella presentazione della mostra “L’ affermazione di Agnes Martin che “tutto può essere dipinto senza rappresentazione” viene fatto proprio dall’artista italiana che comincia a tracciare sulla tela delle strisce verticali di colore. Il risultato è però particolare perchè queste strisce, regolari e parallele, dialogano con un fondo che non è neutro, ma, nella sua informalità, ha valenze atmosferiche, che creano un interessante contrasto tra la rigidità delle strisce e le vibrazioni del fondo, generando uno spazio attivo che rende viva la composizione. Si generano, insomma, delle Consonanze virtuali, come si evince dal titolo che l’artista ha dato a questa serie e alla loro evoluzione che si compendia in dittici in cui la composizione a strisce si appoggia su una composizione monocroma, quasi alla ricerca dopo la dinamica intema di un momento di pausa e di riposo.

Altro ciclo, che prende il via qualche anno più tardi, dopo un viaggio in California, sono i Paesaggi astratti in cui l’artista ha cercato- sono parole sue – “di organizzare tutti gli elementi della composizione (colore, forma, linea, spazio) in una armonia equilibrata dove la luce è una forte presenza”. Qui si assiste al recupero di colori più caldi e di una narrazione che non disdegna linee e percorsi obliqui e che si sviluppa tra orizzontali e verticali, memoria evidente delle metropoli americane. Sono costruzioni libere in cui spesso spazi molto ampi diventano il tema principale della pittura e vivono di trasparenze e di luce, tracciati geometrici in cui visioni lontane diventano forme assolute di cui non abbiamo più bisogno di trovare referenze al mondo reale. La gestione del colore in questa semplificazione del mondo ha un ruolo importante che non mortifica il disegno geometrico con una stesura piatta, sulla scia del minimalismo, ma con una sorta di materia impalpabile ne valorizza la valenza spaziale che d’improwiso prende la forma di un racconto lirico affidato alla personale e libera lettura e alle emozioni del fruitore.

Il percorso di Flavia Colacevich nell’astrazione prosegue a tratti nello scorrere degli anni e ritoma in questo secondo decennio a gestire strisce verticali, prima in una pacata stesura in cui poche sono le presenze che mettono in discussione il rigore geometrico e poi con interventi e nuove presenze che mettono in discussione la geometria con i lavori del ciclo Ordine/disordine, che chiudono la mostra. Fuori da questo mondo astratto mo e altre sono state e sono le esperienze pittoriche dell’artista, ma credo che proprio qui abbia trovato l’essenza, l’anima della pittura”
La mostra “Nel mondo dell’astrazione” al Broletto di Como dal 24 agosto all’8 settembre rientra nella rassegna dell’assessorato alla Cultura “365 giorni d’arte a Como”